GIANNI DELLA CIOPPA: la firma più autorevole del rock italiano

di Francesco Bommartini

Conosco Gianni Della Cioppa da qualche anno. Oggi siamo amici, ed abbiamo persino vergato un libro assieme (Verona Rock), ma per me significava molto anche prima. Il motivo è semplice, e credo perfettamente comprensibile per chi ha superato gli enta o ci è molto vicino: le riviste musicali. Gianni, infatti, con la mitica firma GDC, ha vergato centinaia di recensioni su Metal Shock.

Qui sotto una copertina tipica:

Anno di grazia 1998

Acquistavo Metal Shock con una certa continuità. In particolare dal 1999, anno di infatuazione, che poi sarebbe divenuto matrimonio, con il genere metallico. E Gianni, che non avevo minimamente idea di chi fosse, era diventato la mia firma di riferimento. Una specie di affinità elettiva. Grazie a lui ho comprato alcuni degli album più rilevanti di quel periodo, e probabilmente della mia vita. L’emozione del primo incontro con lui non è mai cessata: sono stato fiero di essere nella sua squadra di giurati per il Tregnago Music Festival (che spero riprenda il prossimo anno), di scrivere con lui e di condividere gli spazi quando vendiamo dischi nelle fiere di settore (RockAt è il nome del mio banco, che ha un prolungamento digitale su Discogs). Proprio ad una di queste, qualche mese fa, abbiamo scambiato due parole sulla sua visione della musica e molte altre cose…

BRIAN ENO a palazzo Te, tra visual e domande. (con foto inedite)

Lo spettacolo visual a Palazzo Te (Barbara Ficca)

Brian Eno è stato ospite di Palazzo Te a Mantova per presentare «77 Million Paintings» e «The Ship», rispettivamente inedito progetto di visual art creato appositamente per la location e installazione sonora. L’artista inglese, innovatore della musica d’ambiente (ambient) e musicista che ha collaborato con David Bowie, Talking Heads, Roxy Music, Coldplay ha accolto i visitatori nelle Fruttiere di Palazzo Te con una sonorizzazione basata su una traccia dell’ultimo album. Dopo la conferenza stampa, qualche centinaio di persone ha preso possesso del prato all’interno del palazzo per seguire la proiezione di una combinazione di immagini sulla facciata del palazzo. L’esperienza è stata resa ulteriormente coinvolgente dalla musica di Eno in sottofondo.

Poco prima l’artista, la cui ospitata è stata messa a segno del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura e del Museo Civico di Palazzo Te, ha ricevuto il premio Arlecchino D’Oro ed ha preso una posizione forte: «Da inglese sono davvero triste, perché ho sempre creduto nel progetto Europa ed ora ne sono fuori. Un 52% di inglesi che vivono in una bolla ha voluto così, gli altri – che vivono gomito a gomito con persone di tutto il mondo – no»”. E ha poi scherzato: «Mia madre è belga, potrei chiedere il passaporto a lei». Sempre di Brexit, Brian Eno ha parlato durante la conferenza stampa: «Se credete nell’Europa non dovete permettere che le destre abbiano la meglio».

Poi i giornalisti hanno potuto fare le loro domande, cui Eno ha risposto con concisione e la tipica ironia inglese.

In «The Ship» ha considerato l’interazione con i fruitori?

Certo. Tanto che ho invitato negli studi di Londra in cui ho registrato il disco, circa 250 persone per avere i loro input. Hanno scritto i loro pensieri su un libro ad hoc. Anche io ho ascoltato molte volte l’opera. Ne sono soddisfatto anche se, come sempre, so che qualcosa si poteva fare meglio. Un giorno scoprirò cosa.

Crede che questo tipo di operazioni possano essere ripetute in spazi urbani?

Solo in Italia avete posti così belli. Adoro portare qui le mie opere, ma anche farlo in cinema e spazi industriali, come avviene in quasi tutte le altre nazioni. Diciamo che avere monumenti come quello di questa sera non è indispensabile, anche se bellissimo.

Cosa l’ha colpita di Mantova e di Palazzo Te?

Onestamente non ho avuto modo di vedere molto. Sicuramente mi piacerebbe tornarci con più calma. Quello che ho scoperto è che nell’albergo la lavanderia è chiusa la domenica e non ci sono ferri da stiro. Poi ho visto le toilette (ride). A parte gli scherzi, Palazzo Te è bellissimo.

Quanto è importante la tecnologia in «77 Million Paintings»?

Gli artisti scoprono che alcuni oggetti tecnologici possono avere usi differenti rispetto a quelli che avevano in origine. Ad esempio il microfono è nato per amplificare la voce, ma con il passare del tempo i cantanti hanno scoperto che possono approcciarvisi in modi differenti. Per «77 Million Paintings» ho scelto circa 500 immagini che sono mescolate casualmente dal computer. Il titolo sottolinea il fatto che la possibilità che una combinazione si ripeta è di una su 77 milioni.

Cosa vuole dire con la musica oggi?

Ho perso la mia voce adolescenziale a sesantasei anni (ride). Il futuro dell’ascolto passerà, oltre che dalle cuffie, dai dischi e dagli stereo, attraverso gli spazi. Ed è questo l’aspetto che mi interessa sottolineare con la mia musica.

Origine: https://www.bresciaoggi.it/home/spettacoli/musica/brian-eno-star-a-mantova-la-mia-musica-%c3%a8-arte-visuale-1.4964266

Intro my world

Come detta la buona creanza, mi presento. Mi sembra giusto: se siete finiti qua spero ci sia un motivo, anche di conoscenza. Ma se così non fosse sarebbe mancanza non da poco non sapere chi scrive quel che – spero – leggerete.

Mi chiamo Francesco Bommartini, ho 37 anni da poco compiuti e amo profondamente la musica. I miei studi e la mia attività professionale sono sempre stati improntati sulla comunicazione. Un ambito che, in tempi social, acquisisce sfumature che ho approfondito e continuo ad osservare con interesse.

Mi sento giornalista. Non solo perché collaboro dal 2007 con L’Arena di Verona e altre testate tra sport, spettacoli, cronaca; ma anche perché sono sempre votato all’approfondimento ed alla ricerca delle migliori soluzioni comunicative. Ho scritto 3 libri (tra i quali “Riserva Indipendente – La musica italiana negli anni Zero“​, Miglior Libro per il “Premio Editoria Musicale Indipendente”​ 2013), che ho presentato in Italia e all’estero. La passione per la musica mi ha anche spinto ad organizzare eventi musicali, suonare in band, insegnare chitarra, partecipare come espositore a mercatini di dischi (qui il mio negozio Discogs) e svolgere attività di ufficio stampa.

Negli ultimi anni ho lavorato come Digital Pr, Communication Manager, Content Writer in ottica SEO, Copywriter, Social Media Specialist. Sono lavori, sono passioni. Ma la cosa che più mi appassiona è la musica, insieme alla ricerca della verità e all’umanità, anche nelle sue imperfezioni.