Il nuovo album di BAD PITT si chiama DEBRIS

DEBRIS, il nuovo album di BAD PRITT, è disponibile da oggi.

La versione fisica si presenta come un cd audio in edizione limitata, in una confezione che include, oltre al disco, un libretto con
• Un calligramma post apocalittico di Salted Satan
• Foto di Antonio Rasi Caldogno
• Confezione in carta ruvida 15cm x 15cm con ceralacca fatta a mano

Lo puoi trovare sul nostro Bandcamp
DEBRIS è disponibile anche nel tuo negozio o servizio di streaming preferito.

Il prossimo appuntamento live è il 18/03 al Django/Treviso per la Shyrec Night #2 con Talk To Her/Karma Voyage/Ropsten/Petrolio e ovviamente Bad Pritt.

E’ disponibile il 45 giri “Cosa resterà” di Mauro Ermanno Giovanardi, omaggio a Pier Paolo Pasolini

E’ disponibile da oggi, nei migliori store online e negozi di dischi, il vinile 45 giri di Mauro Ermanno Giovanardi “Cosa Resterà”, personale omaggio del fondatore dei La Crus a Pier Paolo Pasolini

Il vinile da collezione stampato in sole 300 copie numerate ed autografate dall’artista, vede sul Lato A l’inedito scritto da Giovanardi insieme a Maria Pia Leziroli “Cosa resterà”, mentre sul Lato B è incisa la sua rivisitazione di “Una storia sbagliata”, brano composto da Fabrizio De Andrè e Massimo Bubola originariamente dedicato proprio a Pier Paolo Pasolini. Il progetto è pubblicato da Vrec Music Label con distribuzione Audioglobe.


LATO A: L’inedito “Cosa Resterà”, disponibile anche negli store digitali e piattaforme streaming, è nato per accompagnare il cortometraggio realizzato da Monica Giordano dal titolo originale “Tu sei bello come una stella” già online, interamente in stop-motion e dedicato a Pier Paolo Pasolini. “Cosa resterà” è stato prodotto da Giovanardi e Leziroli, arrangiato e registrato da Max Zanotti, mixato da Lele Battista e masterizzato da Giovanni Versari.


LATO B: “Una storia sbagliata” è la cover rarità incisa sul Lato B del 45 giri e non sarà pubblicata negli store digitali. Il brano «è spesso incluso nei miei spettacoli dal vivo – afferma Giovanardi – ed è stato naturale inciderla per impreziosire il progetto che è uscito tra il 2 novembre ed il 5 marzo, date simbolo di scomparsa e nascita di Pasolini, uno degli autori più influenti della cultura italiana la fine di un’epoca e la nascita dell’omologazione culturale ed economica» “Una storia sbagliata” interpretato da Giovanardi con Marco Causino alla chitarra acustica, è stato prodotto da Giovanardi e Leziroli, arrangiato da Giovanardi, Causino e Lele Battista, registrato da Lele Battista e masterizzato da Giovanni Versari.


L’artwork di copertina è una foto di Ilenia Costantino estratta dal cortometraggio in stop-motion “Tu sei bello come una stella” di Monica Giordano.


Nato a Monza il 3 maggio del 1962, Mauro Ermanno Giovanardi è cantautore raffinato e poliedrico, da più di 20 anni sulla scena musicale italiana come autore, interprete, performer, produttore discografico e direttore artistico di prestigiosi festival di musica e letteratura. Tra i creatori della scena underground in Italia, fonda nel 1993 i La Crus, band dirompente che cambia le regole della musica alternativa italiana. Solista dal 2007, i suoi lavori sono espressioni di ricerca di atmosfere sempre diverse eppure accomunate da un’impronta inconfondibile e sincera, libera di muoversi fra il rock, il pop, la tradizione cantautorale italiana e spettacoli di teatro canzone. Quattro volte Targa Tenco. Ha realizzato 3 album con la band The Carnival Of Fools, 8 album con i La Crus e 5 come artista solista.
     
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Via alle TARGHE TENCO

Prenderà il via domani, mercoledì 1° marzol’edizione 2023 delle Targhe Tencol’iniziativa nata nel 1984 e mirata a offrire un riconoscimento alle migliori produzioni discografiche italiane sul terreno della canzone d’autore.

Il regolamento per partecipare alle Targhe Tenco 2023 è visibile e consultabile, come sempre, al sito www.clubtenco.it, all’interno della sezione “Targhe Tenco”.

Le categorie delle Targhe Tenco sono sei: Miglior album, Miglior canzone, Album in dialetto, Opera prima, Album di interprete e Album a progetto realizzato con l’intervento di più artisti il cui premio andrà al produttore dell’album. 

Per tutte le categorie devono essere presi in considerazione solo dischi pubblicati tra il 1° giugno 2022 e il 31 maggio 2023.

La giuria, formata da oltre 300 critici, giornalisti ed esperti musicali, nominati dal Club Tenco, potrà esprimere le proprie scelte in due turni – tre titoli nel primo, uno solo nel ballottaggio – a partire dal 1° Giugno 2023 e l’annuncio dei vincitori sarà diffuso entro il mese di Luglio 2023. 

Come da ormai qualche anno, sarà anche a disposizione una piattaforma completamente informatizzata e collegata al sito del Club Tenco (www.clubtenco.it): un ulteriore mezzo realizzato per consentire ad artisti e produttori di proporre in autonomia le proprie candidature. 

La giuria stessa potrà accedere alla piattaforma, in un’area dedicata e ascoltare i brani caricati ma sarà comunque libera di votare tutti i dischi validi a norma di Regolamento (non solo quelli proposti tramite autocandidature) e, quindi, anche quelli extra piattaforma. 

La piattaforma adottata dal Club Tenco è stata studiata soprattutto per agevolare la partecipazione all’iniziativa da parte di produzioni indipendenti che non dispongono di sostegno promozionale che consenta larga diffusione delle loro produzioni. 

Come sempre sul sito www.clubtenco.it, nella sezione “Le Targhe”, saranno visibili sia il Regolamento sia i nomi dei giurati chiamati a votare.

Anche per le autocandidature la chiusura è prevista, ovviamente, per il 31 maggio 2023.

I vincitori delle Targhe Tenco 2023 parteciperanno alla prossima edizione della Rassegna della Canzone d’Autore (Premio Tenco), organizzata dal Club Tenco e prevista dal 18 al 21 ottobre a Sanremo.

Ricordiamo qui i vincitori della scorsa edizioneMarracash (Miglior album dell’anno con “Noi, loro, gli altri”), Ditonellapiaga (Miglior Opera prima per “Camouflage”), Simona Molinari (Miglior Interprete per “Petali”), gli ‘A67 (Miglior Album in dialetto per “Jastemma”), il produttore Ferdinando Arnò (Miglior album a progetto per “The Gathering”), Elisa e Davide Petrella autori di “O forse sei tu” (Miglior Canzone).

Inoltre, il Club Tenco, comunica che in merito alla temporanea indisposizione del presidente Sergio Staino la rappresentanza legale dell’Associazione viene assegnata ad Antonio Silva, abbandona la carica di rappresentante amministrativo del Club Graziella Corrent che mantiene quello di direttore di produzione della rassegna e degli altri eventi del Club, a lei subentra Giovanni Imperatore. Viene assegnata a Stefano Senardi la gestione dei rapporti istituzionali e dei rapporti con l’esterno nonché il coordinamento con Ufficio Promozione, Stampa e Social. Confermati gli incarichi di direttore artistico a Sergio Sacchi, di responsabile del premio Yorum a Steven Forti, di segretario generale ad Andrea Salesi, di direttore di palco a Dèsirèe LombardiPaolo Talanca è responsabile de “Il Tenco incontra”, Marika Amoretti è la responsabile dei rapporti con le scuole. Francesco Maccario è il responsabile della sede di Sanremo e dell’archivio.

Il CDA della nuova nata Fondazione Club Tenco è composto da Silvio Bregliano presidente, Massimo Schiavon vicepresidente, Graziella Corrent amministratore delegato.

CHIANLUCA live al GIARDINO sabato 11 marzo in apertura a FILIPPO DESTRIERI

Chianluca in arte, Gianluca Chiarelli nella vita di tutti i giorni. La dicotomia vive con l’artista, come testimonia anche questo caso. Poco importa se vive a Villafranca di Verona o a Ny. Più importante è sapere che l’11 marzo Chianluca suonerà al Giardino Music Club, uno dei locali veronesi più importanti, a ragion veduta.

Aprirà il concerto di Filippo Destrieri, storico tastierista di Franco Battiato. Che, seppur non citato nell’intervista, ha sicuramente avuto un influsso artistico sul nostro. Aldilà di questo l’occasione del Giardino sarà un modo per avere un’anteprima del disco di prossima pubblicazione.

Partiamo dalla data che terrai al Giardino. Che aspettative hai a riguardo e quali nei confronti del tuo nuovo disco?

Sono molto onorato di poter tornare per la seconda volta in un club storico come il Giardino. Le emozioni sono veramente tante e il mio genere è sempre stato perfetto per quel palco. Il nuovo disco sarà suonato in anteprima con la nuova formazione, in trio, che mi vede impegnato (per la prima volta) nel triplo ruolo di voce principale, synth bass e tastierista insieme a Gennaro Porcelli alla chitarra elettrica e Fabio Marcolongo alla batteria.

A proposito…come sono nate le nuove canzoni?

Sono nate in momenti molto diversi. Ad esempio la musica di Vivere all’infinito mi è venuta inaspettatamente mentre provavo uno dei pianoforti nel negozio di strumenti musicali ‘Zecchini’ a Verona, durante il periodo dell’università. Un’altra mi è venuta semplicemente dopo aver guardato un girasole mentre stavo riflettendo sulla vita…

Come è funzionato il lavoro in studio e chi ti ha accompagnato nel percorso?

Da un anno a questa parte sto collaborando con Discover Underground, in particolare con Stefano Cozzi, Simone Bertellini e Leonardo Morellato, un team di ragazzi con i quali ci occupiamo insieme di tutti gli aspetti a partire dalla produzione audio, mix, master a quella di video, foto etc. Un ambiente creativo molto stimolante.

Cosa puoi dire a riguardo dei singoli Disco Sapiens e La zucca nel castello

Disco Sapiens è una canzone un pò strana con la quale ho voluto strizzare l’occhio agli anni ’70 / ’80 e mi diverte molto suonarla dal vivo. È diversa da ogni altra mia canzone. Per quanto riguarda La zucca nel castello è una dei pochissimi brani in cui musica e testo sono nati pressoché contemporaneamente. Dal punto di vista produttivo è quella che ci ha fatto intuire (insieme al nuovo singolo che uscirà in primavera) quale potesse essere il vestito musicalmente adatto alle canzoni del disco e di quello che farò in futuro.

Ricordo chiaramente che ti esercitavi tantissimo al piano. Lo fai ancora e…qual è la tua strumentazione?

Certo! Ormai il vicinato mi conosce da sempre nel bene o nel male. Oltre ad esercitarmi al piano curo la voce ed eseguo ogni mattina vocalizzi come se dovessi fare un concerto anche nei periodi in cui non ne ho nessuno in programma.
Mi sono giusto da poco comprato un synth bass della Korg che affiancherà la mia storica Nord Stage con la quale emetto principalmente suoni tipo Fender Rhodes. In pratica d’ora in poi suonerò come il tastierista dei Doors, solo che dovrò anche cantare.

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali?

Da piccolo ascoltavo molta musica italiana come Lucio Battisti o i Pooh, che ho visto più volte dal vivo. Ho avuto la fortuna di poter incontrare dietro le quinte Roby Facchinetti. A vent’anni i Beatles sono diventati la mia ragione di vita a tal punto da averli portati come tesina scolastica all’esame di stato suonando Yesterday al pianoforte davanti ai professori. Hanno avuto un’influenza importante anche Genesis, David Bowie, Elvis Presley, The Beach Boys, Arctic Monkeys, Blur e Oasis.

Tra gli artisti underground e poco conosciuti chi citeresti, anche della stessa Verona, e perché? 

Seguo piuttosto limitatamente la scena underground veronese ma se proprio dovessi fare un nome direi gli Endless Harmony perché abbiamo iniziato più o meno parallelamente a fare concerti condividendo anche qualche volta il palco. Colgo l’occasione per citare il batterista Giuseppe Saggin e l’ex chitarrista Federico Costanzi che hanno collaborato direttamente insieme a me nella realizzazione del mio primo EP Preistoria.

Una città in cui sogni di suonare un giorno e il concerto tuo che ricordi con più nostalgia?

Un tempo avrei detto Roma o Milano e sono felice di poter affermare di aver suonato in entrambe. Probabilmente direi Londra, New York, Los Angeles o al Cavern Club di Liverpool anche se uno dei miei sogni più grandi forse sarebbe suonare nell’Arena di Verona, per la quale ho scritto la canzone Il centro dell’opera contenente nel già citato mio primo EP Preistoria uscito nel lontano 2020.

Ho avuto la fortuna di essere stato sempre abbastanza attivo dal punto di vista live già da prima dei 20 anni (ora ne ho 31, anche se non sembra) e provo nostalgia per quei primi concerti purtroppo irripetibili dove l’ansia da palco si faceva sentire gia un mese prima. Aver suonato per il 150° anniversario dell’Unita d’Italia nel Castello di Villafranca con il gruppo del liceo è uno di quei momenti.

Il nuovo album dei GALAVERNA venerdì 17 febbraio al GIARDINO di Lugagnano di Sona (VR)

di Francesco Bommartini

Sarà lo storico, e splendido, locale gestito da Giamprimo Zordan ad ospitare venerdì 17 febbraio sera il release party di Wagdans, il nuovo lavoro discografico dei veronesi Galaverna. La band mi aveva già assolutamente colpito e coinvolto nelle sue trame filo-nordiche, ammantate di nevischio e tundra, con Dodsdans nel 2015.

L’ascolto su Spotify del nuovo disco lascia convinti della bontà del lavoro che questo progetto, condotto da Willy Goattin già negli Slap Guru, ha dato alle stampe. Il sestetto proporrà le proprie sonorità ad alto welfare per un pubblico sicuramente attento, in quanto lo stesso circolo dà valore a questo tipo di approccio.

Infatti già dal tesseramento fino all’ingresso in questo garage tappezzato da memorabilia e articoli di giornale che testimoniano il passaggio di personalità clamorose del mondo musicale, si respira l’aria giusta. Che diviene palese da quando ci si siede a quando si entra finalmente nell’evento.

L’attenzione, oggi, sembra essere un lusso. E il Giardino è una gioielleria perfetta per chi ama la musica, per chi vuole vedere l’artista da vicino, sentirne i sospiri, spiarne l’attrezzatura. Al Giardino si fa l’amore con la musica. Un rituale che ogni weekend si replica. Speriamo in loop infinito…

Prenotazione obbligatoria! E consigliata…in tutti i sensi.

Domenica 12 febbraio in centro a VICENZA il mercato all’aperto di NON HO L’ETA’

E’ arrivato il 2023 e mai come ad inizio anno si sente che la vita è così breve ed il tempo passa veloce…cosa c’è di meglio se non quello di prendersi cura delle proprie emozioni regalandosi ciò che è da un po’ che desideriamo.. con Non ho l’età c’è una grandissima occasione.
VIVERE UN MERCATO COME UNA CACCIA AL TESORO.. A VICENZA E’ POSSIBILE, questa è la MAPPA 😃:
💥 PIAZZA DEI SIGNORI
💥 PIAZZETTA PALLADIO
💥 CONTRA’ GARIBALDI
💥 PIAZZA DUOMO
💥 PIAZZA CASTELLO
💥 PIAZZALE DE GASPERI
💥 VIALE ROMA (di fronte alla stazione treni).

STO GIRO CE LA FAREMO A FARLO.. MA MEGLIO PRENDERSI PER MANO E FARE TUTTI INSIEME LA DANZA DEL SOLE.. 🌞

*** usa l’hashtag #nonholetàvicenza per Facebook e Instagram
le foto migliori riceveranno un dolce omaggio.
Per candidarsi come espositore, ora c’è anche il modulo on line
https://forms.gle/oZXso3ea8b8yuGBC8
👉 www.instagram.com/antiquariato_vicenza
👉 www.antiquariatovicenza.it
👉 www.youtube.com/channel/UCcKS2C6MUFfKmy63hddqxyQ
👉 www.unicofattoamano.it

LENNY WILLIAMS: la sua voce sensuale in “Baby, i’m sorry”

Il soul fuoriesce forte da Baby, i’m sorry, singolo di Lenny Williams che, per chi non lo conoscesse lo dico subito, non è certo l’ultimo arrivato. E dall’ascolto di questo brano si capisce subito, sia per la sua capacità di interpretare magistralmente la vocalità che contraddistingue il genere, sia per gli strumentisti ottimi da cui si è fatto circondare.

Molto attivo dal punto di vista discografico e concertistico, l’artista R&B ha in particolare piazzato un singolo dall’enorme successo qual è ‘Cause I love you. Questo lo ha reso conosciutissimo in particolare in Usa e…in Sud Africa. In accordo con le statistiche Spotify infatti è molto seguito a Johannesburg.

Ma lungi dal paragonare la sua carriera a quella dell’ormai mitico Sixto Rodriguez. Lo stile è diversissimo, e Lenny Williams punta molto sulla sensualità, vissuta però – condetemelo – in modo alto, innamorato e tutt’altro che volgare. E Baby i’m sorry ne è testimonianza.

Così come lo è quel sassofono che entra già nell’intro, a cesellare quell’andamento inscalfibile che la sezione ritmica, e la batteria in particolare, mantiene mentre sopra di essa succede la magia, sublimata dalla vocalità di quello che possiamo considerare un grande crooner.

I gipsy TRIOMANZA presentano il videoclip di AGUA Y FUEGO

Uscirà mercoledì 1 febbraio 2023 su Youtube, il nuovo videoclip “Agua y Fuego” dei Triomanzana. Il singolo, già disponibile su tutte le piattaforme digitali, sarà finalmente accompagnato da un videoclip fresco che rispecchia perfettamente l’atmosfera ideale che il trio crea con le proprie sonorità senza confini.  
Due elementi in sfida al centro della scena che arriveranno alla consapevolezza di un’interdipendenza necessaria e reciproca. Opposti che si rafforzano vicendevolmente, in un clima di festa. Con questo lavoro la band si conferma come grande contenitore di ingredienti dal mondo essenziali per confezionare brani dalle atmosfere calde, raffinate e piene di energia. Dal gipsy jazz alla rumba spagnola esplorano mondi tanto confinanti quanto lontani per metabolizzarli e trasformarli nella loro frizzante espressione.
Un sound dal respiro internazionale, riservato agli amanti della vita e del clima di festa.

Dice la band, riguardo al brano e al videoclip:

“Per ora scriviamo pezzi strumentali e lasciamo che il messaggio arrivi dalla canzone stessa e che in qualche modo sia la musica a guidarci. ‘Agua y Fuego’ vede alternarsi una parte iniziale animata da una danza sinuosa e romantica, a un finale esplosivo guidato da un elegante caos ordinato, energia pura. Nel brano ci affidiamo agli elementi protagonisti della canzone: acqua e fuoco che si incontrano al centro dello scenario di festa, anima del Triomanzana. Una sfida tra gli elementi che alla fine raggiungono la consapevolezza che l’uno senza l’altro non sarebbero nulla. Per ora sono solo le note e il ritmo a parlare per noi, ma non escludiamo di aggiungere in futuro dei brani cantati”.

Triomanzana è composto da Pietro Cuppone alla chitarra classica, Lucas Dinarte Patricio alle percussioni e Daniele Prolunghi alla chitarra. Nel 2017 hanno pubblicato “Gipsy Sound” (Maxy Sound), una raccolta di 10 rivisitazioni dei grandi classici di rumba flamenca e brani dal mondo gipsy passando dai massimi esponenti del genere come Rodrigo y Gabriela (con relativi apprezzamenti nei confronti del trio), Santana e Paco De Lucia. Nel 2021 pubblicano i singoli “Adelante”, “Noche de Oriente” e “Agua y Fuego”. Nel 2022 la band raggiunge il milione di ascolti su Spotify con oltre 200.000 ascoltatori in 161 Paesi.
Crediti videoRegia – Danny Rambaldo e Pietro Cuppone
Ballerini – Daniel Bonafini, Laura Rovizzi

Intervista a TONI BRUNA, tra concerti casalinghi e fuga dai social

di Francesco Bommartini

Seguo Toni Bruna da quanto ascoltai Formigole. Quel disco, probabilmente inviatomi per partecipare alle Targhe Tenco, era anche rientrato tra i miei votati, se la memoria non mi inganna. Sembra incredibile che un album cantautorale “classico”, in dialetto triestino, abbia colpito così tanto, e non solo il sottoscritto. Ma così è.

Sicuramente la figura del suo autore mi affascina: schivo (quantomeno sui social), partecipa a concerti a cui viene perlopiù invitato e si comporta in un modo totalmente differente rispetto al resto del mondo della musica. Ho quindi deciso di inviargli alcune domande.

Partiamo dall’inizio: perché hai deciso di dare il via al progetto e come é nato Formigole?

Credo che da una parte sia il risultato di una ricerca, il cui fine era trovare un modo strettamente personale per scrivere canzoni. Dall’altra, forse, questo progetto è nato in opposizione all’omologazione dettata dall’industria musicale. Non c’è stata grande pianificazione, come spesso accade, almeno per me. La musica sgorga da una
qualche fonte misteriosa, poi si possono provare ad analizzare a posteriori i motivi e le ragioni che l’hanno generata, ma è sempre un operazione che da risultati ambigui.

Sei rimasto sorpreso dal buon riscontro ottenuto da quell’album, alla luce anche del dialetto che utilizzi? A tal proposito: perché canti in dialetto?

Uscire con un qualsisi progetto musicale da Trieste è già un buon risultato, uscirne con uno in dialetto, per me, è stato e continua ad essere commovente. Non tanto per gli eventuali meriti personali ma per questioni legate alla natura della città e dei suoi abitanti. Trieste è un posto che ti porta ad abortire qualsiasi idea e iniziativa prima ancora di iniziarla, è un posto in cui si è portati a sabotare il lavoro degli altri ed il proprio, è un meccanismo psicologico profondamente radicato nella popolazione.
Canto in dialetto perchè questa è la mia prima lingua e forse, ancora, è la prima lingua parlata in città. Qui, a differenza di altri posti però, il dialetto non è un reperto da museo da tutelare e preservare, qui è una creatura ancora viva, è uno strumento per comunicare che viene reinventato quotidianamente dai parlanti.

Hai un modo particolare di promuovere il tuo progetto, ma anche molto interessante. Parlacene.

Non userei la parola promuovere, ho qualche difficoltà ad associare questo vocabolo al mio modo di fare musica. Sostituirei promuovere con “cercare di creare relazioni oneste tra chi scrive, suona e canta e chi ascolta”. Per me esiste lo scrivere e il fare musica, il resto segue una strada propria, le canzoni vanno dove vogliono andare.
Non uso i social perchè sento che non fanno al caso mio, ho provato a mettermici ma la sensazione che mi resta è quella per cui, il tempo passato a svolgere quell’attività, è tempo rubato alla vita. Per riuscire bene a “promuoversi” sui social bisogna passarci molto tempo e sinceramente preferisco fare altro. Questo meccanismo è ben visibile oggi, a mio parere, si vede che gli “artisti” che hanno successo, passano più tempo sui social che a far musica. A tutti gli effetti, nell’industria musicale, la musica è un elemento accessorio ormai.

Come affronti i concerti e come vivi la promozione dell’ultimo album?

Non ho nessuna strategia, se ci sono le condizioni, vado a suonare dove mi invitano.
Per una qualche magica coincidenza, la maggior parte delle volte, chi mi invita, sono belle persone che sono rimaste incuriosite dal mio lavoro e a cui fa piacere saperne di più. Mi piace pensare che se si lavora in maniera onesta e coerente, si producono opere che risuonano nelle persone, per cui questi valori sono importanti.

Ascolti musica italiana? Quali artisti senti di citare tra i tuoi preferiti, di ieri e di oggi?

La musica italiana non ha più rilevanza per me rispetto alla musica di un altro qualsiasi posto. Sono una creatura del confine e per fortuna non ho uno stato nazionale a cui far riferimento o a cui mi sento di appartenere. Non presto particolare attenzione a quello che succede musicalmente in Italia, probabilmente ci sono cose interessanti, ma coi tempi che corrono, penso che sia molto diffcile
scoprirle. Mi incuriosisce molto Bello Figo, è uno che riesce a star antipatico a tutti e non è facile.

Che progetti hai per il futuro?

Continuare nella direzione che ho preso già anni fa: perseguire l’obiettivo dell’indipendenza alimentare ed energetica, continuare a tessere la rete delle relazioni umane, credere nell’incredibile.

VALENTINE: Joseph James in un romantico arzigogolio

“Want you be my Valentine?” chiede Joseph James nel suo nuovo singolo. Prodotto ad Ap Music Group, si tratta di un brano con forti potenzialità radiofoniche, e una certa raffinatezza di fondo. Lo stile è il classico pop all’acqua di rose, pieno di tastiere e orchestrazioni.

E sono proprio queste ultime a dare quel grip piacevole ad un pezzo, intitolato Valentine, ben costruito. A livello compositivo non ci sono infatti appunti specifici da fare, in quanto si respira, o meglio si ascolta, la bravura con cui è stato ideato, o meglio congeniato.

Differenziare oggi questo tipo di produzione da altre simili è complesso, vista anche la grande quantità di materiale che viene immesso ogni giorno, ogni ora, nel grande calderone del web. Ma sicuramente si può definire Valentine come un pezzo riuscito e di valore.

Ora sta a Joseph James e al suo entourage proporre il più e meglio possibile questo brano, che sicuramente attraverso un romanticismo raffinato, sarà in grado di colpire al cuore il pubblico, soprattutto femminile, anche grazie ad una vocalità sicura e coerente.