I gipsy TRIOMANZA presentano il videoclip di AGUA Y FUEGO

Uscirà mercoledì 1 febbraio 2023 su Youtube, il nuovo videoclip “Agua y Fuego” dei Triomanzana. Il singolo, già disponibile su tutte le piattaforme digitali, sarà finalmente accompagnato da un videoclip fresco che rispecchia perfettamente l’atmosfera ideale che il trio crea con le proprie sonorità senza confini.  
Due elementi in sfida al centro della scena che arriveranno alla consapevolezza di un’interdipendenza necessaria e reciproca. Opposti che si rafforzano vicendevolmente, in un clima di festa. Con questo lavoro la band si conferma come grande contenitore di ingredienti dal mondo essenziali per confezionare brani dalle atmosfere calde, raffinate e piene di energia. Dal gipsy jazz alla rumba spagnola esplorano mondi tanto confinanti quanto lontani per metabolizzarli e trasformarli nella loro frizzante espressione.
Un sound dal respiro internazionale, riservato agli amanti della vita e del clima di festa.

Dice la band, riguardo al brano e al videoclip:

“Per ora scriviamo pezzi strumentali e lasciamo che il messaggio arrivi dalla canzone stessa e che in qualche modo sia la musica a guidarci. ‘Agua y Fuego’ vede alternarsi una parte iniziale animata da una danza sinuosa e romantica, a un finale esplosivo guidato da un elegante caos ordinato, energia pura. Nel brano ci affidiamo agli elementi protagonisti della canzone: acqua e fuoco che si incontrano al centro dello scenario di festa, anima del Triomanzana. Una sfida tra gli elementi che alla fine raggiungono la consapevolezza che l’uno senza l’altro non sarebbero nulla. Per ora sono solo le note e il ritmo a parlare per noi, ma non escludiamo di aggiungere in futuro dei brani cantati”.

Triomanzana è composto da Pietro Cuppone alla chitarra classica, Lucas Dinarte Patricio alle percussioni e Daniele Prolunghi alla chitarra. Nel 2017 hanno pubblicato “Gipsy Sound” (Maxy Sound), una raccolta di 10 rivisitazioni dei grandi classici di rumba flamenca e brani dal mondo gipsy passando dai massimi esponenti del genere come Rodrigo y Gabriela (con relativi apprezzamenti nei confronti del trio), Santana e Paco De Lucia. Nel 2021 pubblicano i singoli “Adelante”, “Noche de Oriente” e “Agua y Fuego”. Nel 2022 la band raggiunge il milione di ascolti su Spotify con oltre 200.000 ascoltatori in 161 Paesi.
Crediti videoRegia – Danny Rambaldo e Pietro Cuppone
Ballerini – Daniel Bonafini, Laura Rovizzi

Intervista a TONI BRUNA, tra concerti casalinghi e fuga dai social

di Francesco Bommartini

Seguo Toni Bruna da quanto ascoltai Formigole. Quel disco, probabilmente inviatomi per partecipare alle Targhe Tenco, era anche rientrato tra i miei votati, se la memoria non mi inganna. Sembra incredibile che un album cantautorale “classico”, in dialetto triestino, abbia colpito così tanto, e non solo il sottoscritto. Ma così è.

Sicuramente la figura del suo autore mi affascina: schivo (quantomeno sui social), partecipa a concerti a cui viene perlopiù invitato e si comporta in un modo totalmente differente rispetto al resto del mondo della musica. Ho quindi deciso di inviargli alcune domande.

Partiamo dall’inizio: perché hai deciso di dare il via al progetto e come é nato Formigole?

Credo che da una parte sia il risultato di una ricerca, il cui fine era trovare un modo strettamente personale per scrivere canzoni. Dall’altra, forse, questo progetto è nato in opposizione all’omologazione dettata dall’industria musicale. Non c’è stata grande pianificazione, come spesso accade, almeno per me. La musica sgorga da una
qualche fonte misteriosa, poi si possono provare ad analizzare a posteriori i motivi e le ragioni che l’hanno generata, ma è sempre un operazione che da risultati ambigui.

Sei rimasto sorpreso dal buon riscontro ottenuto da quell’album, alla luce anche del dialetto che utilizzi? A tal proposito: perché canti in dialetto?

Uscire con un qualsisi progetto musicale da Trieste è già un buon risultato, uscirne con uno in dialetto, per me, è stato e continua ad essere commovente. Non tanto per gli eventuali meriti personali ma per questioni legate alla natura della città e dei suoi abitanti. Trieste è un posto che ti porta ad abortire qualsiasi idea e iniziativa prima ancora di iniziarla, è un posto in cui si è portati a sabotare il lavoro degli altri ed il proprio, è un meccanismo psicologico profondamente radicato nella popolazione.
Canto in dialetto perchè questa è la mia prima lingua e forse, ancora, è la prima lingua parlata in città. Qui, a differenza di altri posti però, il dialetto non è un reperto da museo da tutelare e preservare, qui è una creatura ancora viva, è uno strumento per comunicare che viene reinventato quotidianamente dai parlanti.

Hai un modo particolare di promuovere il tuo progetto, ma anche molto interessante. Parlacene.

Non userei la parola promuovere, ho qualche difficoltà ad associare questo vocabolo al mio modo di fare musica. Sostituirei promuovere con “cercare di creare relazioni oneste tra chi scrive, suona e canta e chi ascolta”. Per me esiste lo scrivere e il fare musica, il resto segue una strada propria, le canzoni vanno dove vogliono andare.
Non uso i social perchè sento che non fanno al caso mio, ho provato a mettermici ma la sensazione che mi resta è quella per cui, il tempo passato a svolgere quell’attività, è tempo rubato alla vita. Per riuscire bene a “promuoversi” sui social bisogna passarci molto tempo e sinceramente preferisco fare altro. Questo meccanismo è ben visibile oggi, a mio parere, si vede che gli “artisti” che hanno successo, passano più tempo sui social che a far musica. A tutti gli effetti, nell’industria musicale, la musica è un elemento accessorio ormai.

Come affronti i concerti e come vivi la promozione dell’ultimo album?

Non ho nessuna strategia, se ci sono le condizioni, vado a suonare dove mi invitano.
Per una qualche magica coincidenza, la maggior parte delle volte, chi mi invita, sono belle persone che sono rimaste incuriosite dal mio lavoro e a cui fa piacere saperne di più. Mi piace pensare che se si lavora in maniera onesta e coerente, si producono opere che risuonano nelle persone, per cui questi valori sono importanti.

Ascolti musica italiana? Quali artisti senti di citare tra i tuoi preferiti, di ieri e di oggi?

La musica italiana non ha più rilevanza per me rispetto alla musica di un altro qualsiasi posto. Sono una creatura del confine e per fortuna non ho uno stato nazionale a cui far riferimento o a cui mi sento di appartenere. Non presto particolare attenzione a quello che succede musicalmente in Italia, probabilmente ci sono cose interessanti, ma coi tempi che corrono, penso che sia molto diffcile
scoprirle. Mi incuriosisce molto Bello Figo, è uno che riesce a star antipatico a tutti e non è facile.

Che progetti hai per il futuro?

Continuare nella direzione che ho preso già anni fa: perseguire l’obiettivo dell’indipendenza alimentare ed energetica, continuare a tessere la rete delle relazioni umane, credere nell’incredibile.

VALENTINE: Joseph James in un romantico arzigogolio

“Want you be my Valentine?” chiede Joseph James nel suo nuovo singolo. Prodotto ad Ap Music Group, si tratta di un brano con forti potenzialità radiofoniche, e una certa raffinatezza di fondo. Lo stile è il classico pop all’acqua di rose, pieno di tastiere e orchestrazioni.

E sono proprio queste ultime a dare quel grip piacevole ad un pezzo, intitolato Valentine, ben costruito. A livello compositivo non ci sono infatti appunti specifici da fare, in quanto si respira, o meglio si ascolta, la bravura con cui è stato ideato, o meglio congeniato.

Differenziare oggi questo tipo di produzione da altre simili è complesso, vista anche la grande quantità di materiale che viene immesso ogni giorno, ogni ora, nel grande calderone del web. Ma sicuramente si può definire Valentine come un pezzo riuscito e di valore.

Ora sta a Joseph James e al suo entourage proporre il più e meglio possibile questo brano, che sicuramente attraverso un romanticismo raffinato, sarà in grado di colpire al cuore il pubblico, soprattutto femminile, anche grazie ad una vocalità sicura e coerente.

Il reading teatrale QUI NON E’ NEW YORK a ROCK THIS TOWN giovedì 15 dicembre

Giovedì 15 dicembre 2022alle ore 21:00, presso la sede dell’associazione culturale Rock This Town, (Caserma d’Artiglieria di Porta Verona, Peschiera d/G – VR), si terrà il reading teatrale “Qui non è New York”, un’anteprima speciale e riservata agli associati, del nuovo spettacolo prodotto da Carne da Macello Atelier e seconda regia della veronese Clara Caraffini.A seguire si festeggerà la chiusura del 2022, primo anno di rientro in carreggiata per l’associazione di Peschiera del Garda con un buffet e la festa di tesseramento per il 2023.

Dice Alberto del Grande, Presidente dell’associazione – “Il 2022 è stato a tutti gli effetti il primo anno in cui siamo riusciti a esprimerci al pieno delle nostre forze tornando a far rivivere la sala prove comunale di Peschiera del Garda, che abbiamo in gestione, e proponendo un ricco calendario di appuntamenti che hanno visto serate di vario genere, dalle conferenze musicali col critico Gianni Della Cioppa, a jam session e serate ludiche. Cerchiamo, pur rimanendo focalizzati sulla centralità della musica, di proporre attività che possano coinvolgere più persone, con continuità. Giovedì sera concluderemo con una prima attività teatrale e sarà l’occasione per presentare il programma del 2023, ancora più ricco del precedente”. 

L’evento è gratuito con tesseramento obbligatorio di 20,00 € valido fino al 31 dicembre 2023.

Evento riservato ai soci e su prenotazione. 
Info & prenotazioni: https://forms.gle/kLnKbb41B9WnEySw9
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La sorniona dolcezza di LOVE ONE ANOTHER

Alias Wayne e Ranzel X Kendick uniscono le forze nel singolo Love One Another. Una canzone squisitamente pop nell’approccio, che ha però le radici piantate nella terra d’America, come sottolineano gli arpeggi e gli accordi di chitarra acustica, che solcano una base ritmica sorniona.

“I see your place”, canta il visionario songwriter americano nella strofa del brano, che poi sfocia in un impegno vocale più elevato, più acuto, che si formalizza nel ritornello. La parte strumentale che si può ascoltar attorno al terzo minuto aiuta a raccogliere le idee.

E’ una canzone dolce questa Love One Another, pregna di buoni sentimenti, con un testo che accarezza, e con i cori femminili che fanno altrettanto. Una sublimazione di voci che si intersecano, creando un trait d’union di pregevole fattura, ancorché non originale come si aspetterebbe qualcuno.

D’altronde molto è già stato detto. Ma l’artista in questione riesce nell’ottenere un buon risultato con una personalità che esce dai solchi del singolo, e che si inserisce perfettamente in una carriera che può contare su numerose uscite discografiche.

Grandi musicisti nel nuovo album alt-rock di ALPHA CAT

Si chiama Venus Smile… Retrograde il disco di Alpha Cat, pubblicato da Aquamarine. Nel disco l’artista s’interroga sul perché il mondo sia divenuto così estremo e diviso, e lo fa soprattutto in Orbit (Rx) in cui la speranza di riconnessione tra le persone spunta come speranza.

Il genere generale che si potrebbe indicare per l’album è un alternative rock in cui hanno la meglio le atmosfere più rilassate. Un lavoro pieno di musicisti di grande livello. Infatti oltre ad Elizabeth McCullough ci sono artisti che hanno suonato con Lucinda Williams, John Mayer, Stevie Wonder, Elton John.

C’è anche Jane Scarpantoni al cello, già con REM e Yeah Yeah Yeahs. Il risultato però è quello che più conta. E se ne può parlar bene, visto che esce dalle tracce una coralità che non sempre è riscontrabile, anche in album che annoverano musicisti di alto lignaggio.

Alla fine i brani contenuti in questo disco, pubblicato il 25 ottobre di quest’anno, sono 6. Un numero che farebbe più pensare ad un ep, vista anche la durata totale di circa 25 minuti. Ma si sa, non è la quantità che conta, ma la qualità. E qui gli spunti ci sono, a patto di lasciare del tempo alla musica per entrarci dentro.

L’accattivante semplicità di “Make it rain”, il brano di MIKE BERMAN

Concilia da subito un senso di serenità il brano Make it rain di Mike Berman. Un pezzo che si muove su una base chitarristica acustica, attestandosi tra i generi pop e country. L’afflato americano infatti si sente tutto, forse proprio perché Berman vive a Los Angeles.

Lui è un vecchio lupo di mare, che non nasconde rughe e anni. Che d’altronde escono, ma in senso buono, durante Make it rain, con quel suo andamento “semplice” e accattivante, come lo erano gli anni che furono. Ma i punti d’interesse non finiscono con quanto detto.

Infatti sia la voce di Berman che alcune scelte strumentali, nonché la voce femminile che fa i cori sul ritornello, sono indovinati. Quello che però mi è piaciuto di più è quella linea di lead, tratteggiata da una chitarra con un bellissimo effetto, che fa da leitmotiv, e fa sognare durante tutto il pezzo.

“And i thinking in my life, the rain never gonna fall”, canta ad un certo punto Berman. Se il riferimento è ad un qualcosa di positivo, io gli auguro che la pioggia cada copiosa. Perché questo singolo vale la pena di essere ascoltato, e arriva proprio bene dove deve.

Il lato scuro della Puglia nel nuovo album di SentoLeVoci

“Mischio medicine, depressione ed autotune”. Questa è una delle prime frase che si ascoltano nell’opener di Sad Puglia, disco (concluso in due anni) da SentoLeVoci. Origine pugliese, afflati internazionali e un lavoro personale sull’attuale valanga trap che, da ormai qualche anno, sconquassa l’Italia musicale.

Quindi sì, largo a melodie, autotune e suoni electro, ma anche agli aspetti più straight in your face del rap. Il disco, proposto da La Fame Dischi, consiste di 11 brani caratterizzati da un leitmotiv musicale tendente alla tristezza, ma con alcune eccezioni, come la più sbarazzina You have to die.

L’ovattamento sembra essere una cifra stilistica, quasi. La voce spesso lo risulta, così come alcune basi e strumenti (ascoltare In Giro). Una specie di feeling underground, che si apre – volenti o nolenti – al mainstream attuale, proprio per l’utilizzo massivo di vocoder e di sentori sintetici.

Ma il flow non manca, così come una capacità di trascinare con testi che, lo devo ammettere, sono probabilmente più in linea con i sentimenti dell’attuale gioventù che con l’ormai quarantenne (sob) sottoscritto. Ma attenzione, non perché siano brutti, anzi, è proprio per una questione di substrato.

E d’altronde, il mercato è sempre dei giovani.

I tappeti synth di AURAS rilassano e interessano

A un inizio ritmato, con rimandi all’etnico, segue una base in cui le pulsazioni del basso intarsiano un tessuto di tastiere leggere e di percussioni dinamiche e ripetute. Un loop, insomma. Questa, in estrema sintesi, la struttura di Auras, singolo di Third Development.

Un nome che, nonostante gli oltre 8000 ascoltatori mensili su Youtube, non a tutti dirà qualcosa. Beh, si tratta di un duo con base a Manchester che fin dal recente esordio, nel 2020, flirta con l’elettronica e con i synth, come comprovato dal nuovo brano licenziato.

The thought of tomorrow è l’unico disco all’attivo finora, ma questa Auras, come da titolo, ha un’aura davvero positiva. Infatti l’electro che trasuda non solo non viene snaturata dall’utilizzo di strumenti rock oriented, ma anzi dà pulsazioni di ottima fattura.

La vocalità femminile che solca il tutto è in linea con un risultato di interesse, con doppiaggi vocali che danno più ambiente, ad una base musicale già ben congeniata. Insomma, un buon risultato, rilassante e al contempo accattivante.

SentoLeVoci presenta l’album Sad Puglia

Album interamente registrato nello studio dell’artista mixato da lui e masterizzato dal suo socio “omino b”. Le produzioni sono quasi totalmente estere (Russia, Finlandia, Ucraina) unica produzione italiana affidata al noto Producer Italiano Tempoxso.

Disco concluso in due anni nei quali l’artista ha cercato in tutti i modi di concentrarsi sulla scrittura, sulle linee melodiche e sul rap, per mantenere originalità e una perfetta fluidità del disco in sé. L’artista conosce il suo lato più “sad” già nei primi pezzi della sua carriera per poi consolidare il suo stile grazie alla conoscenza di artisti come “Lil Peep”.

L’album si intitola Sad Puglia proprio a voler aprire le porte ad un genere ancora da scoprire e proprio per il controsenso di collegare la Puglia di solito ad una regione di sole mare e gioia. Proprio per questo l’ artista nel disco cita “Io sono Sad Puglia” ossia la parte più triste e remota della sua regione.

ASCOLTA SAD PUGLIA
https://songwhip.com/sentolevoci/sadpuglia

BIOGRAFIA

Paolo Slv Spadonein arteSentoLeVoci(S.L.V.) si avvicina alla scrittura in tenera età scrivendo poesie e racconti, finchè si affianca alla musica ed incomincia il suo percorso musicale. Entra a far parte di una crew del suo paese con i quali pubblica svariati pezzi e partecipa a svariati live nella sua regione. Dopo qualche tempo la sua voglia di sperimentare a livello sonoro e di scrittura aumenta quindi , affiancato da alcuni beatmakers, incomincia i suoi progetti da solista pubblicando i suoi primi videoclips su you tube. I generi passano dalla trap al rock mantenendo sempre alta la fiamma dell ‘innovazione. Nel 2017 si affianca ad un cantautore Italiano con il quale forma un duo (UGOMOLESTO) producendo un disco intitolato “il ballo dell’alienato” ( possibile ascoltarlo su You Tube) con cui aprirà il concerto delle Vibrazioni. Un disco dove la musica indie si fonda con quella rap per dar vita ad un genere completamente nuovo. il disco racchiude in sè l alienazione dell’ essere umano in una vita che molte volte non gli appartiene. Il disco viene presentato live in Puglia e nelle Marche. Prosegue il percorso solista pubblicando altri videoclips su you tube spaziando nei generi per la voglia di mettersi in gioco ogni volta. I suoi brani affrontano vari temi dal’ introspezione all’ ironia più sottile e alla ricerca di se stessi. Grazie a questo si guadagna la firma per l’ etichetta pugliese “TWINY INDUSTRY”. Vanta collaborazioni con il noto producer italiano “Tempoxso” . Oggi L’ artista esce con un disco dove spiazza tutti, sposando il genere “emo trap” “punk rock” lasciando spazio al lato più introspettivo e cupo, chiamando il disco Sad Puglia proprio per poter aprire la sua regione a questo genere ancora troppo sottovalutato.

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